“Lo so che dovrei farlo, ma non ci riesco.”
È una frase che descrive perfettamente uno dei paradossi più comuni del cambiamento personale.
Sappiamo cosa vorremmo fare.
Sappiamo quale decisione sarebbe probabilmente migliore.
A volte conosciamo perfino tutti i passaggi necessari per raggiungere il nostro obiettivo.
Eppure continuiamo a rimandare, evitare o ripetere comportamenti che sappiamo non essere utili.
Per comprendere questa apparente contraddizione è utile osservare la differenza tra mente conscia e mente subconscia.
La mente conscia
La mente conscia è quella che utilizziamo per ragionare, analizzare, pianificare e prendere decisioni intenzionali.
È la parte che formula obiettivi come:
“Voglio migliorare il mio rapporto con gli altri.”
“Voglio essere più sicuro.”
“Voglio cambiare lavoro.”
“Voglio gestire meglio lo stress.”
“Voglio iniziare finalmente quel progetto.”
La mente conscia può comprendere perfettamente perché un cambiamento sarebbe positivo.
Ma comprendere qualcosa non significa automaticamente riuscire a viverlo.
Il ruolo del subconscio
Una parte importante dei nostri comportamenti quotidiani avviene attraverso automatismi.
Pensiamo a quante attività svolgiamo senza analizzare consapevolmente ogni singolo passaggio.
Questo sistema è estremamente utile perché ci permette di utilizzare esperienze già apprese senza dover ricominciare ogni volta da zero.
Lo stesso principio può però riguardare anche schemi emotivi e convinzioni.
Nel corso della vita costruiamo idee profonde su chi siamo, su ciò che possiamo ottenere, sulle relazioni, sul successo, sul denaro, sulla sicurezza e sul modo in cui funziona il mondo.
Alcune di queste convinzioni possono essere utili.
Altre possono diventare limitanti.
Quando conscio e subconscio vanno in direzioni diverse
Immagina di voler parlare davanti a un gruppo di persone.
A livello conscio sai di essere preparato.
Conosci l’argomento.
Sai che non c’è alcun vero pericolo.
Ma contemporaneamente può esistere una convinzione più profonda:
“Se sbaglio verrò giudicato.”
La mente conscia dice:
“Posso farlo.”
Il sistema automatico risponde:
“È pericoloso.”
Il risultato può essere ansia, evitamento o un forte desiderio di sottrarsi alla situazione.
Questo tipo di conflitto può manifestarsi in moltissime aree della vita.
Perché la forza di volontà non sempre basta
Quando vogliamo cambiare utilizziamo spesso una strategia molto semplice: cerchiamo di obbligarci a comportarci diversamente.
A volte funziona.
Altre volte richiede uno sforzo enorme e, dopo qualche tempo, torniamo alle vecchie abitudini.
Il problema non è necessariamente la mancanza di volontà.
Può esserci semplicemente una parte più automatica del nostro sistema che continua a considerare il vecchio comportamento più sicuro, familiare o coerente con ciò che crediamo di noi stessi.
Il modello dell’iceberg
Un’immagine frequentemente utilizzata per rappresentare questo rapporto è quella dell’iceberg.
La parte visibile sopra l’acqua rappresenta ciò di cui siamo consapevoli: pensieri, intenzioni e obiettivi.
Sotto la superficie esiste una parte molto più ampia composta da associazioni, automatismi e convinzioni.
Non significa che il subconscio sia un nemico.
Al contrario, svolge continuamente funzioni indispensabili.
Il punto è imparare a riconoscere quando uno schema sviluppato in passato non è più coerente con ciò che desideriamo oggi.
PSYCH-K® e cambiamento delle convinzioni
PSYCH-K® è un processo di facilitazione orientato alla comunicazione tra mente conscia e subconscia.
Il lavoro parte da un obiettivo consapevole e dalle convinzioni che possono ostacolarlo.
L’intento è favorire un maggiore allineamento tra ciò che desideriamo consapevolmente e gli schemi interiori che accompagnano le nostre azioni.
Una domanda utile
Quando ti accorgi di voler cambiare qualcosa senza riuscirci, invece di chiederti immediatamente:
“Perché non ho abbastanza forza di volontà?”
può essere più utile domandarti:
“Quale convinzione rende questo comportamento coerente per una parte di me?”
La risposta non è sempre immediata.
Ma cambiare prospettiva può permetterci di smettere di combattere contro noi stessi e iniziare a comprendere meglio il meccanismo che mantiene un determinato schema.
Il cambiamento non nasce necessariamente dal fare più forza.
A volte nasce dall’allineare la direzione consapevole con ciò che, a un livello più profondo, consideriamo possibile.




